Storia dei comuni
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Secondo leggende si dice che in epoca anteriore alla nascita di Cristo, in un luogo detto “Cupanike”, si sarebbe edificato un tempio dedicato alla dea Venere da cui sarebbe quindi disceso il nome attuale della località. Più ponderatamente gli storici ritengono che il nome di Venarotta si rifaccia alla “vena”, che in dialetto richiama la cava di pietra o pietraia. Nell’excursus storico, Venarotta sembra abbia costruito il suo castello nel 548, quando vi giunsero gli ascolani in fuga dalla loro città invasa dai longobardi. La storia successiva di Venarotta si lega alle vicende dei monaci di Farfa.
Visso fu in epoca romana un municipio a partire dall’VIII secolo fu compreso nel Castladato longobardo di Ponte. Nel 1265 assurse al rango di libero comune, per appartenere poi ai ducati di Spoleto e di Camerino. Nel 1434 Visso fu acquistato da Francesco Sforza e dopo una decina d’anni fu riconquistato dalla Chiesa, della quale seguì l’evoluzione storica. fino al 1860. Nel 1828 il paese venne anche insignito del titolo di città, grazie ad un documento ufficiale firmato da papa Leone XII. Questo centro, situato sull’Appennino marchigiano nell’alta vallate del Nera in una conca del versante occidentale dei monti Sibillini, ha dato i natali anche al pittore Paolo di Visso (1431-1480).
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