Storia dei comuni
A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, Z
U
|
|
|
|
Urbania è una cittadina con la curiosa caratteristica di avere cambiato, nel corso della sua storia, per ben tre volte il nome. Nell’Alto Medioevo si chiamava Castel delle Ripe e sorgeva sui colli della riva sinistra del Metauro. Fu distrutta nel 1277 dal ghibellino Galasso da Montefeltro per la sua fedeltà al giglio guelfo; nel 1284 fu ricostruita dal provenzale Guglielmo Durante. Da questo periodo si chiamò Casteldurante dal nome appunto del fondatore; dal 1424 fece parte del dominio della signoria di Montefeltro-della Rovere. Dopo la devoluzione del ducato di Urbino allo Stato della Chiesa (1631), papa Urbano VIII elevò Casteldurante al grado di diocesi e di città (1636) mutando il suo nome in quello attuale di Urbania.
Urbino sorge su una collina che divide la valle del Foglia da quella del Metauro. Storicamente Urvium Metaurense (da curveum cioè curvo) sorse fin dai tempi più antichi e, ricordata già da Plinio il Vecchio e Marrone, fu sicuramente “municipium” romano. I primi vescovi furono, nel secolo VI, Leonzio e Sebastiano. Nel 527 venne conquistata da Belisario e nel 568 fu presa dai longobardi dopo la caduta dell’importante punto strategico del Furlo. Doop la morte di Liutprando i franchi di Pipino donarono a Roma la città assieme a molti altri territori e a tutta la Pentacoli. L’autorità ecclesiastica ben presto si affievolì tanto che troviamo Urbino schierata dalla parte dei ghibellini e gli Svevi la concederanno in feudo ai Montefeltro, provenienti da un ramo dei carpegna. È il Barbarossa che nel 1155 la dà al conte Antonio di Montefeltro e poi Federico II la riaffilerà al figlio di Montefeltrano I, Buonconte. La signoria si affermò con Montefeltrano II, Guido il Vecchio e Federico I. L’Albornoz successivamente manderà in esilio tutta la famiglia, ma ben presto, aiutata anche dai tumulti che erano scoppiati in città (1375), ritornerà con guidantonio che si vedrà confermare da papa Bonifacio IX. Eugenio IV concederà ad Oddantonio il titolo di duca. Oddantonio, ucciso in una sedizione, succederà Federico II che farà raggiungere ad Urbino l’apice grandezza e dello splendore. Alla sua morte, nel 1482, gli succederà il figlio Guidubaldo che per due volte dovrà lasciare la città a Cesare Borgia. Guidubaldo, che non aveva successori, adottò il nipote Francesco Maria della Rovere il quale gli successe nel governo, Tranno per un breve periodo (1517-21) quando papa Leone X affidò la città alla famiglia de’Medici. A Francesco succederà Guidubaldo II che fece rifiorire la corte. Suo figlio, Francesco Maria II, essendo estinta la disndenza maschile fu costretto a lasciare il ducato nelle mani pontificie (1631). Divenne quindi sede di legazione pontificia con a capo un cardinale. Nel 1797, dopo essere stata presa dalle truppe di occupazione francesi, fece parte della Repubblica Romana e dieci anni dopo del regno d’Italia. Ritornò quindi allo Stato Pontificio sino al 1860 quando l’11 settembre il generale Cialdini vi fece ingresso con le sue truppe.
Urbs Salvia, città della Regio V (Picenum), venne verosimilmente fondata nella prima metà del I secolo avanti Cristo, in un sito dove, almeno sinora, non si sono trovate tracce di insediamenti precedenti al periodo romano, sebbene tutto il territorio circostante sia ricco di presenza picene. La sua nascita va messa in relazione con la particolare posizione topografica del luogo, costituita dall’incrocio di due importanti strade, quella che univa Firmum (Fermo) a Septempeda (San Severino Marche) e quella che conduceva da Asculum (Ascoli) ad Auximum (Osimo).
Ussita è appartenuta in passato al
comune di Visso, col quale ha condiviso le stesse vicende storiche a partire dal
secolo XI fino al 1913, anno in cui riuscì ad ottenere l’autonomia sul piano
amministrativo. Ussita fu una delle cinque Guaite su cui si fondò la Comunità
Vissana. Il castello venne edificato nella seconda metà del XIV secolo, periodo
nel quale il paese era sotto la giurisdizione della signoria di Rodolfo II
Varano. Ad Ussita nacque nel 1851 il cardinale Pietro Gasparri, segretario di
Stato della Chiesa e firmatario del Concordato nel 1929.
info: marcha@altervista.org