Storia dei comuni

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R

۶- Rapagnano
۶- Recanati
۶- Ripatransone
۶- Ripe
۶- Ripe San Ginesio
۶- Roccafluvione
۶- Rosora
۶- Rotella
 
   

 


Rapagnano

A 314 metri di altezza, raggruppato al sommo di un’altura del versante sinistro della Valle del Tenna, Rapagnano ha tutte le caratteristiche della bucolica serenità della collina marchigiana. si parla di lui in epoca antecedente al Mille, se si pensa che nel 1039 risulta donato all’abbazia di Farfa. Possesso di Montegiorgio nel 1229, torna a Fermo nel 1244, seguendone le evoluzioni storiche. La rocca subì espugnazioni e vantò difese per lunghi anni fin quando, dopo il 1700, subì una notevole trasformazione urbanistica di cui l’attuale centro storico è chiara testimonianza.

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Recanati

Recanati divenne libero comune nel XII secolo. Nel 1229 ottenne dall’imperatore Federeico II il privilegio di edificare un porto sulla costa e nel 1240 papa Gregorio IX le concesse la sede vescovile e il titolo di città. Fin dall’inizio Recanati si governò a modo di Repubblica ed il valore dei suoi statuti le meritò il titolo di “Justissima Civitas”. Nel 1421 papa Martino V istituì un’importante fiera annuale che comportò notevoli vantaggi economici alla città la quale accrebbe il suo prestigio e si avvantaggiò di relazioni con i principali centri d’Italia e d’Europa. La città ospitò letterati, giuristi ed artisti celebri quali Lotto, Guercino, Signorelli, Caravaggio, Sansovino, Da Majano, Vanvitelli, Bibbiena ed altri. Durante la dominazione pontificia, l’evento più rilevante per Recanati fu, alla fine del 1700, l’occupazione francese, descritto con ricchezza di particolari da Monaldo Leopardi, padre del poeta. L’annessione dello Stato pontificio al Regno d’Italia dopo la battaglia di Castelfidardo nel 1860 riconduce la storia del comune nell’alveo della storia nazionale più recente. Nel 1893 il porto di Recanati venne retto  comune autonomo.

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Ripatranzone

La località era abitata nella preistoria; la civiltà picena (secoli IX-III avanti Cristo) vi raggiunse il massimo dello splendore intorno al VI secolo avanti Cristo; ad essa subentrò la civiltà romana. Nel periodo della invasioni barbariche (secoli V-VI) sul colle di Ripatransone si rifugiarono gli abitanti di Cupra, colonia militare romana. Nel 1086 il vescovo di Fermo unì i quattro castelli di Agello, Roflano, Monte Antico, Capodimonte, ma non si può parlare ancora di comune, che giuridicamente ebbe origine nel dicembre 1205, con un atto pubblico tra il vescovo di Fermo Adenulfo ed i rappresentanti locali; dal comune urbano dipendeva il comune rurale, essendo questo privo di autonomia politica (unico esempio in tutto il fermano). Posta sulla più elevata collina della zona e quasi inaccessibile da ogni lato, andò soggetta a molte vicende di guerra fino al secolo XVI e fu detta “Propugnaculum Piceni”. Con il nome di “Ripa Transonum” è indicata nelle costituzioni della marca del cardinale d’Albornoz (1357), nelle quali è elencata tra le “civitates mediocres”. In obbedienza a tali costituzioni, si dette i propri statuti. Nel 1505 vi fu fondato l’ospedale San Giovanni, con la fusione dei quattro ospedali preesistenti; nel 1522 fu redatto il primo catasto. Dal 1549 fino al 1559-60 Ripatransone fu residenza del commissario farfense, cioè dl giudice rappresentante della Santa Sede nel Presidiato omonimo. Dopo appositi processi, per l’importanza raggiunta nella zona in quasi tutti settori della vita cittadina, per il numero degli abitanti, nel 1571 il papa Pio V elevò Ripatransone al grado di città e di sede vescovile. Altro fatto importante del secolo XVI fu la stampa ad Ancona degli antichi statuti del luogo. Nel Seicento la città si arricchì di nuove istituzioni religiose filantropiche. Nel Settecento fu intensa soprattutto la vita culturale e religiosa; nel 1741 il Valenti vi aprì la prima tipografia.

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Ripe

Ripe, centro agricolo del Subappennino marchigiano, posto su un modesto sprone collinare alla sinistra del torrente Nevola, fu un borgo fortificato di origine medievale. Nei secoli XIII e XIV divenne libero comune ed in un secondo tempo venne compreso nel vicariato di Mondavio. Nel Quattrocento Ripe subì la signoria dei Malatesta, dei Piccolomini e della famiglia Della Rovere, passando infine sotto il controllo diretto dello Stato pontificio. Gli statuti di Ripe, che furono riformati a più riprese, vennero compilati nel 1474. Nel 179 il paese era sotto la municipalità di Senigallia e dopo il periodo napoleonico tornò alla Chiesa, sotto il governatorato di Castel Colonna.

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Ripe San Ginesio

Ripe San Ginesio è un luogo che venne fortificato in periodo medievale. Il paese fu feudo dei conti Prontoguerra per un periodo abbastanza lungo, fino ai primi anni del XIII secolo. Dopo questa dominazione, passò sotto il controllo di San Ginesio. Nel corso dei secoli che seguirono, il borgo cercò in più occasioni di affrancarsi dal giogo cinesino, il quale venne altresì confermato dai Papi giulio II e Leone DX. Quest’ultimo fu il promotore principale della costruzione della rocca nel XVI secolo, che fu appunto detta Leonina, al fine di far desistere gli abitanti del paese da ulteriori ribellioni. Ripe seguì in seguito le vicende storiche di San Ginesio.

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Roccafluvione

La storia di Roccafluvione come comune risale al 1867 con l’unione dei tre comuni di Osoli, Roccareonile e Roccacasaragnano. Quest’ultimo castello, in gran parte distrutto, certamente del X secolo, è attualmente la frazione di Casebianche. Ma anche la storia Osoli è ricca di citazioni che vanni dai diplomi di Corrado III a Lotario II. Se però la storia amministrativa è relativamente recente, i territorio fu abitato in tempo remotissimi come dimostra il ricco ed interessante materiale archeologico del neolitico e dell’età del bronzo tornato alla luce nel 1890 ed attualmente conservato nel museo archeologico di Ascoli. La zona del Fluvione nell’XI secolo entrò nell’orbita dell’abbazia di Farfa e successivamente ne seguì le vicende, fin quando Roccafluvione non tornò sotto la giurisdizione di Ascoli.

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Rosora

La residenza comunale risale a circa fine Settecento; è un enorme palazzo che si erge al centro del paese costruito ocn le pietre del fiume Esino portate a piedi dalla valle. Caratterizzato da un leggero “bugnato” vi si possono notare dei buchi simmetrici sulle facciate. La fondazione della località risale all’anno 900. La collina invasa da un bosco fittissimo, venne bonificata dai monaci benedettini 8da qui l’etimologia di Rosola: Rasa-ora, Rasora, Rosola). Intorno al 1200 fu costruito il castello che proprietà di diversi signori. Dal 1425, anno in cui il castello fu acquistato da comune di Jesi, Rosola seguì le sorti della città leonina e cadde perciò sotto l’amministrazione vaticana. Per la fedeltà verso Jesi, quest’ultima donò a Rosola lo stemma del leone coronato.

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Rotella

Rotella sorge sotto il monte dell’Ascensione, detto anticamente Monte Nero, per le macchie oscure dei boschi e dei castagneti. Tale monte, chiamato successivamente monte Polesio, cambiò poi nell’attuale Monte dell’Ascensione. Il comune comprende oltre il capoluogo Rotella, le frazioni di Capradosso, Castel di Croce e Poggio Canoso. Tali frazioni, al tempo dello Stato Pontificio erano comuni autonomi e facenti parte dello Stato di Ascoli, mentre prima appartenevano al presidiato farfense; Castel di Croce e Capradosso furono comuni autonomi fin dal 1870. Mentre il capoluogo di Rotella appartiene alla diocesi di Montalto Marche, le frazioni sono soggette alla diocesi di Ascoli pIceno. Il nome di Rotella deriva, secondo l’Amadio, dallo scudo rotondo usato da guerrieri antichi detto appunto “rotella” o “Rotula”. Taluni sostengono che Rotella derivi dal console romano Rutilio. Rotella è attraversata da due corsi d’acqua: il fiume Tesino ed il torrente Oste.

 

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info: marcha@altervista.org