Storia dei comuni
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Il centro ha preso sviluppo da poco più di un secolo. In precedenza era chiamato Mercatino Parecchia e solo nel 1907 è stato fatto comune, staccando alcune frazioni di comune di Talamello e nel 1941 ha assunto l’attuale denominazione di Novafeltria. Il territorio è in prevalenza collinare con la maggiore altitudine in frazione Perticara (883 metri sul livello del mare) ed è attraversato dal fiume Parecchia. La maggior via di comunicazione è la Statale 258 Marecchiese che collega la riviera Romagnola alla Toscana.
L’origine di Numana risale certamente ad epoche remotissime e non è esagerato l’appellativo di “vetustissima” (antichissima) che le è stato dato nel secolo XIX°. La documentazione esistente è però incerta e frammentaria. L’affermazione di Plinio il Vecchio, che la vuole fondata dai Siculi della Magna Grecia, sembra la più attendibile ed è seguita da quasi tutti gli storici posteriori. Si discute dagli storici sull’origine del nome. La testimonianza di Tolomeo, Silio Italico, Poponio Mela, e quella autorevolissima di Plinio il Vecchio confermano l’esistenza della città col nome di Numana e ne indicano l’ubicazione. C’è chi attribuisce al nome il significato greco di “nuova dimora”, altri quello di “la giusta” dal greco “Nomos” (legge). Nei tempi più antichi, Numana si resse a Repubblica con ordinamenti politici ispirati ai principi della libertà. Nei secoli VI-V a.C., quando furono particolarmente intensi i traffici con le città costiere dell’Adriatico e del Mediterraneo, Numana diventò un importante emporio commerciale del mondo greco. Nel Medioevo, l’anno 558 è ricordato come il più tragico della storia di Numana per un violentissimo terremoto che sprofondò in mare la città. I saccheggi e le distruzioni, avvenuti nel 1310 ad opera di Fra Moriale e, nel 1397, del Migliajo, famigerati capitani di ventura, fecero rimpiangere a Bonifacio IX° la passata grandezza di Numana. Nel secolo XV città e diocesi si impoverirono sempre di più, tanto che anche la cattedrale era andata in rovina per l’impossibilità di apportarvi le necessarie riparazioni. Numana divenne una “villereccia appendice” di Stirolo, dove i vescovi avevano portato la loro residenza.
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