Storia dei comuni
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Sorge intorno al Mille a seguito della “colonizzazione” benedettina dell’agro fermano. Passata la proprietà della terra in mano ad enti ecclesiastici e a privati fermani, diventa uno degli oltre cinquanta castelli di Fermo con limitata autonomia amministrativa. È comune “rustico” retto da un Consiglio Generale e da cinque “massari” il cui operato è controllato da un “vicario” fermano. Tra il Quattrocento ed il Cinquecento, con la diffusione della mezzadria, il suo territorio si popola di case coloniche mentre nel centro urbano risiedono artigiani, professionisti e casanolanti. L’agricoltura sarà, fino agli anni Cinquanta di questo secolo, l’unica risorsa economica. Ad essa si sono affiancate, di recente, alcune attività artigiane.
La tradizione più antica vuole che a Loreto si fosse posata la Casa di Nazaret dopo che i Maomettani invasero la Palestina nel 1294. Una leggenda che ha contribuito a fare dell’antica Silva magna de laureto una delle mete più ambite di pellegrinaggio del mondo cattolico. Tanto che attorno al santuario, in origine una piccola chiesa, ben presto si sviluppò l’antico borgo, circondato di mura nel 1500, per volere di papa Leone X°. È stato ancora un Papa, Sisto V°, ad elevare il borgo a città nel 1586. Con i Patti Lateranensi il santuario è tornato alle dirette dipendenze del vaticano. La prima citazione riguardante Loreto (1315) accenna a un rustico sacello sul colle di monte Prodo e fa riferimento alla devozione da parte dei fedeli. Il borgo che crebbe tutt’attorno fu chiamato Villa loretti. Nella Descriptio della Marca anconetana del 1360 la villa Sanctae Mariae de Laureto è elencata tra i castra e le villae appartenenti al comune di Trecanati. Quest’ultimo grosso centro della Marca organizzava ogni anno una fiera di notevole richiamo sia per l’Italia del centro-nord sia per l’Europa. Commercio, curiosità ed elementi di schietta devozione finirono così per intrecciarsi. Montagne nel suo Viaggio in Italia parla di Loreto come di una città-santuario, con “tutto ornato di voti d’argento e d’oro, provenienti da tanti luoghi e da tanti principi che non c’è un pollice vuoto”. Loreto, tuttavia, per tutto il scolo XIV° non è nient’altro che un borgo di modeste dimensioni addossato alla ruralis eccelsia Sanctae Mariae. L’indulgenza che Gregorio IX° concesse ai fedeli che avevano visitato il luogo sacro nelle “feste principali del Signore e della Madonna” contribuì a far lievitare l’afflusso dei pellegrini. La pietà popolare e il numero dei visitatori crebbero a tal punto che nel 1437 Recanati invia prima un “sindaco” e quindi un “capitano della villa”. Paolo II° nel 1469 diede impulso alla costruzione della nuova basilica-fortezza, iniziata l’anno prima dal vescovo di Recanati, Nicolò de Astis, per proteggere la popolazione e i pellegrini dalle incursioni turchesche sulla costa adriatica.
Antichissimo è il primo agglomerato sul territorio (era Arcaica del Piceno), come testimoniano alcuni reperti di terracotta risalenti alla civiltà picena. Nel periodo romano il paese aveva nome “castrum Lauri” e costituiva, sembra, il luogo di deportazione e di supplizio dei malfattori. nell’alto medioevo appartenne al Monastero di San Clemente in Casauria. Passò nel XII° ai Brunforte e poi ai Gualtieri. Dopo aver fatto parte della marca fermana, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all’annessione al regno d’Italia. Per ciò che concerne l’economia, le colture agricole sono integrate dall’allevamento bovino e suino; i caratteri dell’industria sono dati dalla presenza di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, rivolte a diverse specializzazioni (abbigliamento, calzature, del legno, della plastica, enologia e tessile).
Il castello di Lunano sorgeva in zona collinare nel Duecento, proprietà della famiglia Ubaldini. In un primo tempo il borgo era abitato da uomini liberi, poi venne assoggettato dai montefeltro. In seguito il territorio di Lunano passò sotto il controllo diretto dei Brancaleoni, un’altra famiglia di origini nobili. La storia di questo paese era destinata però a restare intrecciata coi Montefeltro: nel 1424 il borgo fu riconquistato da un esponente di questo casato, precisamente Guidantonio. Di quel periodo sono rimaste alcune testimonianze, o meglio ruderi della struttura originaria, consistenti nei resti di un’alta torre di alcuni tratti della cinta muraria.
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