Storia dei comuni
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Gabicce fu abitata già in epoca romana come è dimostrato dal ricco materiale archeologico rinvenuto nel territorio. Il primo documento che cita Gabicce è una bolla pontificia che l’indica come “Castellum Ligabitii” nel 998. Seguì le vicende storiche di Pesaro sino al 1539 quando il duca Guidubaldo la concesse in feudo al fanese Orazio Floridi. Passò quindi ad Ottavio Mariani ed infine alla Santa Sede. Tra i personaggi illustri di Gabicce vanno ricordati Girolamo Lanfranco il Vecchio (secolo XVI°) ceramista e suo figlio Giacomo al quale il duca Federico concesse l’esclusiva della fabbricazione di maioliche fregiate d’oro. Una loro opera è conservata al British Museum di Londra (Cicerone e cesare legislatori).
Attraverso ritrovamenti archeologici è stata accertata la presenza nel territorio di Gagliole di stazioni eneolitiche, in particolare in Acquosi, luogo ricco di acque e perciò ospitale, come suggerisce il toponimo. Non è altrettanto certo, anzi ormai discutibile, che siano stati i Galli Senoni a ristabilire in epoca protostorica la valle del potenza giungendo fino alla preesistente comunità, a cui avrebbero dato il nome. Il nome del paese deriverebbe da un etimo comune ad altre anche vicine comunità ed indicherebbe semplicemente un gruppo. Forte fu nel primo Medioevo e nei primi secoli dell’era cristiana l’influsso del monachesimo sullo sviluppo della comunità gagliolese, che sicuramente aveva subito la dominazione longobarda.
Il primo insediamento demico di Genga risale alla preistoria, numerosi sono infatti i reperti archeologici rinvenuti nella gola del fiume Sentino. Genga conobbe il maggiore sviluppo in epoca medievale attorno ad un imponente castello e fece parte dei possedimenti del monastero di San Vittore, che lo infeudò nel XII° secolo ai possedimenti dei conti detti, appunto, Della genga. Fra gli aspiranti al possesso del comune ci fu sempre, in prima fila, Fabriano. Di fatto Genga fu occupato nel 1435 dai conti Chiavelli e qualche anno dopo da Francesco Sforza, cui i Della Genga però riuscirono a sottrarlo, aiutati nell’impresa da re Alfonso d’Aragona. Vi nacque Annibale Della Genga, divenuto papa con il nome di Leone XII°.
Gradare è posta alla sommità di un colle sul versante destro della bassa valle del Tavolo e gode di vista sul mare. È oggi facilmente raggiungibile dalla statale Adriatica. Storicamente l’insediamento è antichissimo “curte Gradarie” è citata per la prima volta in documenti del 1032 2 del 1051. Primi signori furono Griffo che costruirono una grossa torre quadrangolare. Dopo i bandi di Pesaro, intorno al 1260 arrivarono i Malatesta che vi rimasero fino al 1463 e vi costruirono la rocca. Quasi sicuramente nel 1289 vi si compì la tragedia di Paolo e Francesca, immortalata da Dante nel V° canto dell’inferno. Gradara si resse poi libero comune con propri statuti e dal 1435 fu sotto la giurisdizione di Galeotto Roberto di Rimini e poi di Sigismondo Pandolfo di Fano. Fu assediata nel 1446 da Francesco Sforza e nel 1460 da Nicolò Piccinino entrambe le volte inutilmente. nel 1463 passò alla signoria degli Sforza che durò sino al 1512. Fu poi dei Della Rovere siano alla devoluzione alla Santa Sede.
Anticamente Grottammare era chiamata Cuprae Fanum, in quanto sembra fosse la località dove si ergeva il tempio in onore della dea Cupra, protettrice della fecondità in epoca picena. Per quanto riguarda l’attuale abitato di Grottammare, le primissime notizie risalgono al VII° secolo. Nell’VIII° secolo i monaci si installarono a san Martino e ne fecero una base per la diffusione della religione cristiana in un territorio ancora completamente evangelizzato. Nel IX° secolo già esistevano certamente le fortificazioni sul monte ove sorge il castello. Per tutto il Duecento fu un borgo a lungo conteso tra Ascoli e Fermo. Nel 1230 i vescovi di Fermo assediarono inutilmente il castello che rimase saldamente nelle mani di Gualterius de Grocte. Fermo feec riattare ed ampliare il porto. Grottammare fu posto fra gli otto castelli di prima classe e divenne un importante centro commerciale. Fu solo dopo il 1783 che gli abitanti di Grottammare cominciarono a costruire le proprie case lungo la fascia la fascia costiera, spinti dalle numerose ed improvvise frane.
I primi insediamenti umani risalgono all’VIII° secolo a.C. Nel territorio è stata anche portata alla luce una necropoli di origine picena databile tra il VII° ed il V° secolo a.C. Grottazzolina venne fondata dai monaci farfensi nel I° secolo dopo Cristo, col nome di Grotta dei Canonici. In età medievale il cento appartenne dunque prima all’abbazia di Farfa, poi passò sotto il possesso del Capitolo della cattedrale di fermo.
Edificato dopo la rovina di Urbisaglia e Falerone, quando i signori di queste città, per sfuggire all’eccidio dei barbari, ripararono nei vicini monti e cominciarono a costruire i loro castelli in luoghi elevati. Gualdo deriva dal longobardo “wald”, cioè bosco, di cui tutta la zona era ricoperta. Nel secolo X° sorse una piccola cinta fortificata che proteggeva le poche case e la chiesa. Il castello di Gualdo fu la fortezza dell’antica e potente casa Brunforte, che l’aveva avuto in possesso dai Bonifazi, nobile famiglia di Monte San Martino, e che, ormai in decadenza, nel 1319 la vendette alla città di Fermo, con disagio per San Ginesio che, nemica di Fermo, aveva troppo vicino un popolo rivale. infatti tra Gualdo e San Ginesio ci fu un lungo periodo di contrasti. L’importanza del castello di Gualdo fu anche determinata dal fatto che nel suo territorio passava il confine tra diocesi di Camerino e Fermo.
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